giovedì 9 giugno 2011

Severa piastrinopenia

Circa 20 giorni fa arrivo la mattina in reparto ed il collega della notte mi dice di un caso di piastrinopenia a zero.Il nostro responsabile chiede subito un consulenza ematologica.
L'ematologo trova tra i fogli del pronto soccorso che la signora, nordafricana quarantenne, due giorni prima si era già recata al P.S. per un dolore all'arto inferiore sinistro, trattato con antidolorifico (diclofenac) e rimandata a casa.
Scopre l'arto che oltre ad essere dolente è arrossato, caldo ed edematoso.
Chiede un doppler venoso urgente, che evidenzia una trombosi venosa profonda.
Inizia terapia con plasma e pappa piastrinica e chiama i chirurghi vascolari per posizionare un filtro cavale.
Il povero collega ematologo torna a casa soltanto la sera verso le 19.00 quando i chirurghi hanno finalmente posizionato il filtro che la signora dovrebbe rimuovere dopo circa 3 mesi.
Devo ancora chiedergli che idea si è fatta di questa trombosi venosa profonda accompagnata da una piastrinopenia addirittura a zero.

2 commenti:

  1. Sandro(l'ematologo)
    La mia idea che si sia trattato di una piastrinopenia da farmaci, quindi successiva alla trombosi; anche perchè l'unica altra ipotesi che andava in diagnosi differenziale era la P.T.T. porpora trombotica-trombocitipenica ma non c'erano segni di interessamento del microcircolo, neurologici o renali ed allo striscio del sangue periferico niente schistociti e reticolociti.
    La paziente dopo terapia cortisonica ha raggiunto valori nella norma delle piastrine ed ora è in trattamento con enoxaparina. Tra 3 mesi toglierà il filtro cavale.

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  2. Sandro
    Sono passati 40 giorni, al controllo ecodoppler: vene pervie e compressibili, nessun segno della recente TVP. L'angiologo consiglia la rimozione del filtro cavale e di continuare ancora per 2 mesi la terapia anticoagulante o TAO. Inoltre far indossare alla signora un gambaletto di II classe.
    Ciao

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